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Gli italiani rispettano le regole stradali?

Italiani ed europei in generale sono poco rispettosi del Codice della Strada; a dirlo è uno studio realizzato dalla Fondazione Vinci Autoroutes, il Barometro della guida responsabile, arrivato alla sua undicesima edizione, e realizzato dall’Ipsos.
Sono state intervistate 12.400 persone in 11 Paesi europei, con lo scopo di presentare una panoramica dei comportamenti degli europei al volante. Visto l’anno così particolare è stato anche esaminato il rapporto con le regole sanitarie per contrastare il coronavirus.

I risultati dello studio sono interessanti: primo tra tutti il 75% degli italiani e il 77% degli europei ammettono di non rispettare le regole della strada e altrettanto sembrano fare con quelle per il covid19.
La prima ragione adottata per spiegare il mancato rispetto delle regole, che si tratti delle istruzioni sanitarie o del Codice della strada, è che non sarebbero sempre adatte alla situazione. Ciò è affermato dal 40% degli italiani a proposito del Codice della strada e dal 32% a proposito delle regole sanitarie. Quanto a coloro che dichiarano di rispettare le
regole sembrano motivati dalla loro finalità, vale a dire prevenire i rischi – incidente o contagio.
Il 35% degli italiani che rispetta le regole sanitarie lo fa innanzitutto
per attenzione nei confronti degli altri. Invece, sulla strada prevale la preoccupazione della propria sicurezza.
In relazione al proprio comportamento: il 30% degli italiani ammette come probabile una parte di responsabilità in caso di incidente e il 39% in caso di contagio. Tuttavia, sono particolarmente numerosi i conducenti che non rispettano le regole di base del Codice della strada:
– l’86% dei conducenti italiani supera di alcuni chilometri orari il limite di velocità;
– il 50% passa quando il semaforo è arancione o è appena diventato rosso; – il 48% dimentica di mettere la freccia per sorpassare o cambiare direzione;
– il 40% non si ferma allo stop e il 31% sosta in doppia fila;
– l’8% ammette di guidare anche quando ha superato il limite di alcol consentito senza però sentirne gli effetti;
– il 5% dichiara di mettersi al volante avendo assunto farmaci che potrebbero alternarne la vigilanza e il 2% si mette in viaggio avendo fumato cannabis o assunto droghe.

Il cellulare alla guida, conducenti sempre più distratti

L’11% dei conducenti europei e italiani ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente a causa dell’utilizzo del cellulare al volante. Eppure la consapevolezza non manca: il 54% degli europei e il 71% degli
italiani identifica la disattenzione alla guida tra le cause principali di incidenti mortali sulle strade.

Tra i dati più curiosi, ed inquietanti, ci sono il 27% degli intervistati che conferma di inviare e/o leggere SMS o e-mail durante la guida, non stupisce a questo punto che il 21% telefona mentre guida senza vivavoce, ma difficilmente ci saremmo aspettati di scoprire che il 5% guarda addirittura dei film o dei video sullo smartphone o il tablet mentre guida.

Inciviltà e tensioni in strada, i comportamenti e le opinioni dei conducenti

L’84% dei conducenti europei e l’85% dei conducenti italiani dichiara di aver già avuto paura del comportamento aggressivo degli altri conducenti. Nello specifico:
– l’87% degli italiani cita almeno un aggettivo negativo per descrivere gli altri conducenti, giudicandoli
prima di tutto irresponsabili e pericolosi. Invece sono costanti nel proprio giudizio su se stessi, il 97% si
attribuisce almeno un aggettivo positivo per descrivere la propria guida e soltanto il 16% ammette
almeno un difetto;
– un certo numero di conducenti è tuttavia cosciente che l’automobile influisce negativamente sul proprio comportamento. Il 12% dei conducenti italiani ammette di non essere più la stessa persona quando è al volante e si ritiene più nervoso, impulsivo o aggressivo rispetto alla norma. L’aggressività al volante e le inciviltà segnano una leggera diminuzione rispetto al 2020 ma rimangono molto elevate: il 61% dei conducenti italiani riconosce che gli capita di insultare un altro conducente, il 56% di suonare il clacson in modo inopportuno, il 30% di stare attaccato deliberatamente al veicolo di un conducente che lo irrita, il 21% di sorpassare a destra in autostrada. Tuttavia, gli europei apprezzano i piccoli gesti di civiltà. Quando sono in auto e un conducente li lascia passare facendo un gesto di cortesia, il livello di benessere che questo piccolo gesto procura è di 8,2/10. Allo stesso modo quando altri conducenti fa loro un segno di ringraziamento o si scusa per un suo errore alla guida.

Addormentarsi alla guida, comportamenti a rischio troppo diffusi e buone pratiche in diminuzione

Il 12% dei conducenti europei e l’11% dei conducenti italiani ha già avuto, o rischiato di avere, un incidente perché si era addormentato alla
guida. Nello specifico:
– il 38% dei conducenti italiani non rispetta la raccomandazione di una pausa ogni 2 ore, ma il 67% ne è a conoscenza;
– il 24% dei conducenti italiani ha già avuto l’impressione di essersi addormentato per qualche secondo al volante e il 13% degli italiani ha già sconfinato sulla corsia di emergenza o sulla banchina della strada a causa di un momento di disattenzione o di assopimento;
– tuttavia, il 21% dei conducenti italiani ritiene che si possa guidare in stato di stanchezza e il 33% lo fa effettivamente.
I comportamenti a rischio, che possono essere all’origine di sonnolenza al volante, regrediscono leggermente ma restano ancora troppo diffusi tra i conducenti italiani. Sicurezza stradale e degli operatori autostradali, troppa indifferenza

Il 56% dei conducenti europei e il 53% dei conducenti italiani non rispetta le distanze di sicurezza, condizione pertanto indispensabile per preservare una buona visibilità sulla strada. Il 51% dei conducenti europei e il 47% dei conducenti italiani dimentica di rallentare avvicinandosi a una zona di lavori.

Ridurre la mortalità e i costi assicurativi

I comportamenti rischiosi alla guida sono anzitutto una minaccia per la salute, propria e degli altri utenti della strada.
La mortalità anche nella così avanzata Europa è ancora molto alta e le principali cause di incidenti restano la distrazione e l’alta velocità. È una costante che viene confermata puntualmente da qualsiasi studio o raccolta dati ogni anno.

Se l’obbiettivo principale resta tutelare la vita e la salute di ogni utente della strada, bisogna anche considerare i costi dell’assicurazione. Quando si parla di polizze auto, l’attenzione è quasi sempre concentrata sul costo del premio, dando per scontato che le compagnie e le condizioni contrattuali siano tutte uguali. In realtà le coperture assicurative contengono una serie di garanzie accessorie e clausole opzionali che fanno la differenza: elementi spesso trascurati nella marea di norme e informazioni più o meno utili che vengono fornite, ma che tracciano un solco profondo tra una protezione completa e una parziale. E forse alla fine sarà anche più chiaro che quando si parla di risparmio, la vera differenza non è nella rata del premio, ma nelle centinaia o migliaia di euro sottratti al portafoglio a causa di franchigie spropositate o rivalse agguerrite.

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