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Non è mai troppo presto per una pensione integrativa

Un recente rapporto del Censis ha rivelato dati preoccupanti in merito all’andamento demografico:

“Tra vent’anni, su una popolazione di 59,7 milioni di abitanti, gli anziani supereranno gli under 35. Secondo le previsioni, infatti, questi ultimi saranno 18,6 milioni, ovvero il 31,2% della popolazione, mentre gli over 64 saranno 18,8 milioni, il 31,6%.”

Situazione allarmante. Tuttavia, le solide abitudini di risparmio degli italiani aprono la strada a possibili sviluppi positivi. Nonostante la contrazione del PIL, nel giugno 2020 la liquidità nel portafoglio finanziario degli italiani è aumentata di 41,6 miliardi di euro (+3,9% in termini reali).

In una situazione di recessione e di fronte al nodo demografico, la propensione al risparmio appare una delle ancore di salvataggio di famiglie e singoli cittadini. Destinando parte di questo tesoretto, personale e collettivo, a forme di previdenza integrativa è infatti possibile pianificare fin da subito un futuro meno incerto.

È tempo di previdenza integrativa!

Durante l’emergenza sanitaria, 16 milioni di pensionati hanno svolto il ruolo di “silver welfare” a supporto di figli e nipoti, facendo scoprire il valore sociale ed economico delle pensioni. È chiaro però che si tratta di un ammortizzatore, non di una soluzione. Il sostegno di genitori e nonni non può rappresentare l’unico welfare. Alla luce dell’aumentare della spesa pensionistica e dell’invecchiamento della popolazione è necessario cercare alternative: pensione integrativa.

È importante valutare, con l’aiuto di un nostro consulente assicurativo, la sottoscrizione di un piano individuale pensionistico che sia flessibile, personalizzato, che non risulti gravoso e che consenta di guardare al domani con lungimiranza e tranquillità.



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